Il baccarat (nella sua versione più diffusa, Punto Banco) sembra un gioco basato sull’osservazione delle serie, ma in realtà è governato da regole fisse e da una matematica immutabile. Non si “gioca” la mano in senso strategico: si sceglie semplicemente una puntata su un esito che il banco deve determinare seguendo regole prestabilite. Comprendere cosa rappresentano davvero Banker, Player e Tie aiuta a capire perché nessun sistema di puntata può modificare l’aspettativa nel lungo periodo.
Nel baccarat standard, Banker e Player sono semplicemente le due mani distribuite in ogni turno. Non rappresentano il giocatore contro il casinò e non è necessario sedersi in una posizione specifica. È possibile puntare sulla mano Banker, sulla mano Player oppure su un pareggio (Tie), ossia che entrambe le mani terminino con lo stesso punteggio.
I punteggi seguono il sistema modulo 10: l’asso vale 1, le carte dal 2 al 9 mantengono il loro valore nominale, mentre 10, J, Q e K valgono 0. Conta solo l’ultima cifra del totale: 15 diventa 5, 20 diventa 0. Un totale iniziale di 8 o 9 è definito “naturale” e, nella maggior parte dei casi, conclude immediatamente la mano.
L’aspetto cruciale è che si punta su un risultato prodotto da regole automatiche. Il giocatore non decide mai se una mano pesca o meno una terza carta: tutto è stabilito in anticipo. Questa semplicità rende il baccarat rapido, ma elimina qualsiasi possibilità di incidere sull’esito con decisioni strategiche.
Con le regole più comuni a 8 mazzi e una commissione del 5% sulle vincite Banker, questa puntata presenta in genere il margine del banco più basso, intorno all’1,06%. Player si colloca poco più in alto, circa all’1,24%, mentre Tie ha un margine molto più elevato, spesso superiore al 14%.
La commissione sul Banker esiste perché questa mano vince leggermente più spesso rispetto a Player, a causa delle regole di pesca della terza carta. La commissione serve a riequilibrare questo vantaggio, mantenendo comunque Banker come la scelta matematicamente meno onerosa tra le puntate principali.
Il Tie è costoso perché si verifica raramente e il pagamento (di solito 8:1 o 9:1) non compensa adeguatamente la probabilità reale. Un principio utile è distinguere sempre tra payout elevato e valore reale della puntata.
La distribuzione degli esiti nel baccarat è determinata dalle regole della terza carta. Player pesca con un totale tra 0 e 5 e si ferma con 6 o 7, mentre Banker segue regole condizionate dal proprio totale e, in alcuni casi, dalla terza carta del Player. Queste regole sono fisse e pubbliche.
Poiché il giocatore non ha alcun controllo su tali decisioni, il gioco funziona come un processo automatico. Nel lungo periodo, la lieve differenza di probabilità emerge in modo coerente, spiegando perché Banker resta la puntata con l’aspettativa meno negativa.
Questo chiarisce anche perché i “pattern” risultano così seducenti. Le tabelle e i tracciati registrano il passato, ma non influenzano in alcun modo la mano successiva, che segue sempre lo stesso meccanismo.
In senso stretto, le mani non sono completamente indipendenti perché le carte vengono rimosse dal sabot. Tuttavia, con 8 mazzi, l’effetto pratico è minimo e difficilmente sfruttabile, soprattutto considerando la velocità del gioco e le informazioni limitate disponibili.
Le serie non indicano che un esito sia “dovuto”. Le sequenze sono una componente naturale della casualità e non generano alcuna forza correttiva. Il tabellone è una cronaca, non uno strumento di previsione.
Un criterio semplice per valutare qualsiasi metodo è chiedersi se modifica realmente le probabilità di Banker, Player o Tie. Se cambia solo l’importo puntato, allora influisce sulla varianza, non sull’aspettativa.

La maggior parte dei sistemi di baccarat riguarda esclusivamente la gestione delle puntate: Martingala, Fibonacci, Labouchère, Paroli e vari approcci basati sui tracciati. Nessuno di questi modifica il margine del banco incorporato nella puntata.
Il motivo del fallimento è matematico. Una puntata con aspettativa negativa resta tale indipendentemente dalla sequenza di importi. Le vincite a breve termine sono possibili, ma le perdite arrivano inevitabilmente in serie, richiedendo puntate sempre più elevate.
I limiti del tavolo non sono casuali: impediscono che una progressione continui indefinitamente. Anche senza limiti ufficiali, il bankroll personale rappresenta un vincolo reale.
La memoria selettiva porta a ricordare le sessioni vincenti e a giustificare quelle negative come sfortuna. Questo rafforza la percezione di affidabilità del sistema.
Un’altra trappola è confondere spiegazione e previsione. I tracciati offrono una narrazione, ma non alterano le probabilità reali, che restano quasi identiche tra Banker e Player.
Infine, il Tie viene spesso sopravvalutato a causa del payout elevato. Un pagamento alto non equivale a una buona puntata se la probabilità reale è troppo bassa.
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